Torna a Chakra & Corpo Sottile

Definizione

Chakra: nei sistemi Tantrici e Yogici, un centro energetico sottile lungo l'asse verticale del corpo, tradizionalmente sette in totale, ciascuno collegato a specifiche zone fisiche, funzioni emotive e corrispondenze elementali e sonore. Il sistema è metafisico, non anatomico.

Spiegazione dettagliata

Nella letteratura Tantrica e dell'Hatha-Yoga, i chakra sono descritti come nodi in cui i canali sottili del corpo (*nāḍī*) si intersecano lungo il canale centrale, la *suṣumnā*. I sette chakra principali vanno dalla base della colonna vertebrale fino alla sommità del capo: Muladhara (radice, *terra*), Svadhishthana (sacrale, *acqua*), Manipura (plesso solare, *fuoco*), Anahata (cuore, *aria*), Vishuddha (gola, *etere*), Ajna (terzo occhio) e Sahasrara (corona). A ciascuno è associato un colore, un mantra *bīja* (sillaba seme), una divinità presiedente e un insieme di funzioni psicologiche. Quando si parla di chakra 'in equilibrio', il sistema descrive uno stato di funzionamento integrato — non un comportamento letterale degli organi. Questi centri corrispondono ai plessi nervosi solo per posizione approssimativa, non secondo una mappatura clinica. Lo schema popolare dei sette colori dell'arcobaleno è un'aggiunta teosofica del Novecento, assente nella letteratura sanscrita classica, che assegnava colori diversi in base agli elementi.

Storia e origini

La parola chakra viene dal sanscrito e significa 'ruota' o 'cerchio' — un riferimento alla natura rotante, simile a un disco, che si attribuiva a questi centri energetici. Il concetto compare già nel periodo vedico, intorno al 1500–1200 a.C., in testi come il Rigveda, anche se i riferimenti più antichi riguardano il rituale e l'ordine cosmico, non il sistema corporeo che si sviluppò in seguito. La struttura dettagliata dei sette chakra lungo la colonna — ciascuno con funzioni specifiche — prese forma nella tradizione Tantrica, in particolare nel *Sat-Cakra-Nirupana*, scritto nel 1577 d.C. dallo studioso bengalese Purnananda. L'interesse occidentale per i chakra crebbe notevolmente tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, soprattutto grazie agli scrittori Teosofi come Charles Leadbeater, il cui libro *The Chakras* del 1927 introdusse una versione codificata per colori e visivamente mappata del sistema, che ancora oggi domina la comprensione popolare.

Consigli pratici

Parti dai sette chakra principali — dalla radice alla corona — e scegline uno su cui concentrarti per una settimana. Se ultimamente ti senti in ansia per le finanze o fisicamente a pezzi, di solito si riconduce al chakra radice (Muladhara). Approfondisci quello specifico invece di cercare di imparare tutto insieme. *Wheels of Life* di Anodea Judith (1987) è l'introduzione più chiara se vuoi davvero capire il sistema; per una fonte più tradizionale, la traduzione di Arthur Avalon del *Sat-Cakra-Nirupana* in *The Serpent Power* (1918) è il riferimento classico. Se preferisci qualcosa di più rapido, una meditazione di body scan che sposta l'attenzione dalla base della colonna verso l'alto richiede circa dieci minuti e dà una percezione concreta di cosa stia indicando il sistema.