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Definizione

Anima e Animus sono archetipi junghiani che rappresentano l'elemento controsessuale nell'inconscio — l'anima è il complesso psicologico femminile nell'inconscio maschile, l'animus il complesso maschile nell'inconscio femminile. Entrambi funzionano da ponte tra l'ego e gli strati più profondi dell'inconscio, influenzando il modo in cui una persona si relaziona con il sesso opposto e con la propria vita interiore.

Spiegazione dettagliata

Jung identificò quattro livelli di sviluppo per ciascun archetipo. L'anima passa dalla femminilità puramente biologica (Eva) attraverso l'idealizzazione romantica (Elena), l'elevazione spirituale (Maria), fino alla saggezza (Sofia). L'animus percorre un tracciato parallelo: potenza fisica, eroe romantico, portatore della parola e infine costruttore di senso. Nella vita quotidiana, entrambi gli archetipi agiscono attraverso la proiezione — un uomo proietta inconsciamente la sua anima sulle donne reali, una donna il suo animus sugli uomini reali, il che spiega l'intensità irrazionale di certe attrazioni e conflitti. Quando la proiezione viene ritirata, il lavoro comincia davvero: l'archetipo diventa disponibile come funzione interiore invece che come schermo esterno. Nell'analisi junghiana, l'immaginazione attiva è la tecnica principale per entrare in contatto diretto con queste figure.

Storia e origini

Jung introdusse il concetto di anima nei primi anni Venti del Novecento, sviluppandolo sistematicamente nel corso di diversi decenni. I termini vengono dal latino: *anima* (anima, respiro) e *animus* (spirito, mente), entrambi radicati nel proto-indoeuropeo *ane-* (respirare). La trattazione teorica più completa si trova in *Aion* (1951, Opere Complete vol. 9ii), dove Jung mappa lo sviluppo in quattro stadi di ciascun archetipo. Le basi erano già state poste in *Gli archetipi e l'inconscio collettivo* (Opere Complete vol. 9i, primi saggi 1934). *L'uomo e i suoi simboli* (1964), curato da Jung e completato poco prima della sua morte nel 1961, portò questi concetti a un pubblico più ampio. Marie-Louise von Franz, la sua collaboratrice più stretta, approfondì l'analisi in modo sostanziale in *The Feminine in Fairy Tales* (1972) e *Animus and Anima* (1981).

Consigli pratici

I tre libri snelli di Robert A. Johnson — *He* (1974), *She* (1977) e *We* (1983) — sono il punto di ingresso più accessibile: ciascuno supera di poco le cento pagine e applica il modello anima/animus a specifiche narrazioni mitologiche. Per i testi primari, inizia da *Aion* (OC 9ii) piuttosto che dai saggi precedenti; il modello a quattro stadi è esposto in modo molto più chiaro lì. Tieni un diario dei sogni dedicato specificamente alle figure del sesso opposto — annota il loro comportamento, non solo il loro aspetto. *The Feminine in Fairy Tales* di Von Franz mostra come leggere queste proiezioni attraverso la fiaba. Se vuoi andare oltre le basi, *Anima: An Anatomy of a Personified Notion* (1985) di James Hillman è il trattamento post-junghiano più rigoroso.