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La Ruota della Fortuna

Tarocchi & Divinazione

Definizione

La Ruota della Fortuna è il decimo arcano maggiore — si trova tra la Giustizia, che governa causa ed effetto, e l'Eremita, tutto rivolto verso l'interno. In questo punto del viaggio del Matto, le forze esterne prendono il sopravvento. Dritta, segnala una svolta: i cicli cambiano, la fortuna gira, le circostanze sfuggono al controllo personale. È la carta del destino che fa il suo corso, non di qualcosa che hai costruito tu.

Spiegazione dettagliata

La versione Rider-Waite-Smith, illustrata da Pamela Colman Smith nel 1909, è densa di simbolismo a strati. La ruota porta le lettere T-A-R-O disposte in senso orario, che formano anche ROTA (latino: ruota) e TORA, con le lettere ebraiche Yod-Heh-Vav-Heh (il Tetragrammaton) intercalate tra loro. Ai quattro angoli siedono figure alate che leggono libri — il Tetramorfо: un uomo (Acquario), un'aquila (Scorpione), un leone (Leone) e un toro (Toro), corrispondenti ai quattro segni fissi e ai quattro Evangelisti. Una sfinge siede in cima alla ruota con una spada; un serpente scende sul lato sinistro; Anubi, il dio egizio dei morti, sale sul lato destro. Dritta, la carta indica un cambiamento significativo in arrivo — di solito favorevole, ma non sempre controllabile. Rovesciata, la ruota continua a girare, solo che gira contro di te: ritardi, tempi sbagliati, un ciclo che non si spezza.

Storia e origini

La Ruota della Fortuna precede di gran lunga i tarocchi. Come allegoria medievale, la *Rota Fortunae* — la Ruota della Fortuna — compare nel *De Consolatione Philosophiae* di Boezio (524 d.C.) e rimase un elemento fisso dell'iconografia europea per secoli, ben prima che esistessero le carte. Quando i tarocchi emersero nell'Italia settentrionale del XV secolo come *Trionfi*, la Ruota era tra i primi trionfi documentati nel mazzo Visconti-Sforza (c. 1450). La tradizione del Tarot de Marseille francese, standardizzata tra il XVII e il XVIII secolo, mantenne l'immagine della ruota con figure più semplici. Eliphas Lévi nel *Dogme et Rituel de la Haute Magie* (1854) reinterpretò i trionfi come sistema cabalistico ed esoterico, mentre il precedente *Monde Primitif* di Court de Gébelin (1781) aveva già orientato i tarocchi verso l'interpretazione occulta. Il mazzo RWS del 1909 di A.E. Waite e Pamela Colman Smith aggiunse il Tetramorfо e le lettere ebraiche, approfondendo la stratificazione ermetica. Il mazzo Thoth di Aleister Crowley e Lady Frieda Harris (1944) rielaborò la ruota in una chiave più esplicitamente astrologica e Thelema.

Consigli pratici

Estrai la Ruota della Fortuna e fermati su una sola domanda: quale ciclo nella tua vita sta davvero finendo adesso — non quello che vorresti far finire? *Seventy-Eight Degrees of Wisdom* di Rachel Pollack (1980) offre una delle letture più acute del simbolismo stratificato di questa carta, vale la pena leggerla prima di concludere che significhi semplicemente 'arriva la fortuna'. *Tarot for Yourself* di Mary K. Greer (1984) include esercizi di journaling utili in questo contesto: prova a mappare l'ultimo ciclo completo che questa carta potrebbe rappresentare. Per le interpretazioni pratiche dritta e rovesciata, il sito Biddy Tarot ha una scheda dedicata alla Ruota con posizioni di stesa. L'app gratuita di Labyrinthos Academy, con la pratica della carta del giorno, funziona bene per tenere traccia dei momenti in cui ti senti davvero bloccato in un loop.