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Notte Oscura dell'Anima

Spiritualità & Filosofia

Definizione

La Dark Night of the Soul è un periodo prolungato di crisi spirituale in cui una persona perde il senso del significato, il contatto con il divino, o qualsiasi percezione che la vita abbia una logica — senza necessariamente essere depressa in senso clinico. Smantella i riferimenti su cui ci si era appoggiati, lasciando in una specie di caduta libera interiore che può durare settimane, mesi, o anche di più.

Spiegazione dettagliata

Quello che distingue una Dark Night dalla depressione ordinaria o dal burnout è che tende a seguire un periodo di autentico sviluppo spirituale. Qualcosa che funzionava — una pratica, un sistema di credenze, un senso di scopo — smette di funzionare, e non arriva niente a sostituirlo. Non è tanto un senso di torpore quanto di svuotamento. Pregare sembra parlare a un muro. La meditazione non produce nulla. Le strutture che davano ordine alla vita crollano, e non c'è un modo ovvio per ricostruirle. Nella mistica cristiana, questo viene interpretato come il ritiro da parte di Dio delle consolazioni percepite, affinché l'anima smetta di aggrapparsi all'esperienza spirituale come a una ricompensa. In termini psicologici, corrisponde approssimativamente a quello che Carl Jung chiamava dissoluzione dell'ego — le strutture della personalità che si sfaldano prima che qualcosa di più integrato possa formarsi. Non si risolve con la forza di volontà né con il pensiero positivo.

Storia e origini

L'espressione viene direttamente da una poesia spagnola del XVI secolo, *Noche oscura del alma*, scritta da san Giovanni della Croce (Juan de la Cruz) intorno al 1577–1578 mentre era imprigionato a Toledo dai membri del suo stesso ordine carmelitano. La poesia, e il successivo commento in prosa, descrivevano due fasi distinte di purificazione spirituale — la notte dei sensi e la notte dello spirito — attraverso le quali l'anima viene spogliata degli attaccamenti prima che l'unione con Dio diventi possibile. Il termine rimase per secoli prevalentemente all'interno della teologia mistica cattolica. Entrò nel discorso spirituale e psicologico più ampio nel XX secolo, in particolare dopo che *Care of the Soul* di Thomas Moore (1992) e *The Dark Night of the Soul* di Gerald May (2004) lo portarono a lettori non cattolici.

Consigli pratici

Il libro di Gerald May *The Dark Night of the Soul* (2004) è il punto d'ingresso più accessibile — era sia psichiatra che teologo, e riesce a tenere insieme la dimensione psicologica e quella spirituale senza ridurre l'una all'altra. Il commento originale di san Giovanni della Croce è denso, ma vale la pena leggerlo nella traduzione di Kieran Kavanaugh. *Dark Nights of the Soul* di Thomas Moore (2004) affronta il concetto in modo più ampio, attraverso varie forme di crisi esistenziale. Se ci sei dentro adesso, la cosa più utile è di solito toglierti la pressione di 'risolvere' — la letteratura su questo, in tutte le tradizioni, è concorde: forzare una conclusione tende a prolungarla. Affiancare una terapia a un accompagnamento spirituale — non sostituire l'uno con l'altro — è una combinazione ragionevole.