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Vesica Piscis

Geometria Sacra

Definizione

L'area a forma di mandorla che si forma dall'intersezione di due cerchi di uguale dimensione, ciascuno passante per il centro dell'altro — una delle forme fondamentali della geometria sacra, simbolo dell'unione degli opposti e della soglia da cui nasce la creazione.

Spiegazione dettagliata

La vesica piscis — in latino «vescica del pesce» — è la relazione più semplice possibile tra due cerchi: la prima interazione geometrica in assoluto. Da questa forma sola si possono ricavare tutte le altre relazioni geometriche. Le proporzioni della vesica generano la radice quadrata di 2, la radice quadrata di 3 e la radice quadrata di 5 — i tre numeri irrazionali su cui si regge l'intera costruzione geometrica. Sul piano simbolico, i due cerchi rappresentano qualsiasi coppia di forze complementari: maschile e femminile, cielo e terra, spirito e materia, sé e altro. La loro sovrapposizione — la vesica — è lo spazio creativo in cui queste forze si incontrano e producono qualcosa di nuovo. È letteralmente la forma della generazione. La vesica piscis compare in tutta l'arte religiosa: la *mandorla* che circonda Cristo e la Vergine Maria nell'arte medievale è una vesica. L'*ichthys*, il simbolo del pesce del primo Cristianesimo, ne deriva direttamente. Gli archi a sesto acuto delle cattedrali gotiche sono costruiti sulla vesica. La forma riappare anche in biologia — nella forma dell'occhio, della vulva e nella prima fase della divisione cellulare.

Storia e origini

La vesica piscis è la costruzione geometrica che apre gli *Elementi* di Euclide (~300 a.C.) — il Libro 1, Proposizione 1 usa due cerchi intersecanti per costruire un triangolo equilatero, e la forma a mandorla che ne risulta è quella che oggi chiamiamo vesica piscis. Il termine è latino medievale («vescica del pesce») e allude alla somiglianza della forma con la vescica natatoria dei pesci. La figura compare in modo prominente nell'arte cristiana medievale come *mandorla* (dall'italiano «mandorla»), a circondare le figure di Cristo in maestà e della Vergine Maria in iconografie databili almeno al VI secolo d.C. — il Salterio di Khludov, del IX secolo, è uno degli esempi datati più antichi. Il simbolo del pesce *ichthys* del primo Cristianesimo è etimologicamente e visivamente collegato. L'architettura gotica dal XII secolo in poi usa estensivamente archi a sesto acuto basati sulla vesica — la Basilica di Saint-Denis in Francia (anni 1140) è l'esempio di riferimento standard. Il coperchio in ferro battuto del Chalice Well a Glastonbury, nel Somerset, raffigura due cerchi intersecanti a formare una vesica piscis: fu disegnato da Frederick Bligh Bond nel 1919 — un progetto moderno, non antico. Il testo di riferimento contemporaneo sulla geometria sacra è *Sacred Geometry: Philosophy and Practice* di Robert Lawlor (1982).

Consigli pratici

Costruiscila con compasso e riga — la Proposizione 1 del Libro 1 di Euclide è il metodo canonico e richiede meno di un minuto. Vale la pena ricavare a mano le proporzioni nascoste nella figura: l'asse lungo è √3 volte quello corto (la distanza tra i due centri è uguale al raggio, quindi il triangolo equilatero inscritto ha lati unitari e l'asse verticale misura √3). I riferimenti standard sulla geometria sacra sono *Sacred Geometry: Philosophy and Practice* di Robert Lawlor (1982), che illustra la costruzione passo per passo insieme al Seme della Vita e al Fiore della Vita, e *A Beginner's Guide to Constructing the Universe* di Michael Schneider (1994), un'introduzione più accessibile. Usala come pratica meditativa — la precisione richiesta calma la mente in un modo che la semplice contemplazione di un'immagine finita non riesce a fare.