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Definizione

La Ouija è una tavola piatta su cui sono stampati lettere, numeri e le parole 'sì' e 'no', usata insieme a un puntatore — la planchette — su cui i partecipanti appoggiano le dita mentre fanno domande. La planchette scorre sulla tavola indicando lettere e parole. Viene venduta come gioco, usata nel paranormale come strumento per comunicare con gli spiriti, e studiata dagli psicologi come dimostrazione dell'effetto ideomotore.

Spiegazione dettagliata

Una sessione coinvolge di solito due o più persone che appoggiano leggermente le dita sulla planchette e fanno domande ad alta voce. La planchette si muove — a volte lentamente, a volte con una velocità che sorprende — verso lettere o parole. Chi partecipa di solito giura di non spingerla consapevolmente. Gli psicologi spiegano tutto con l'effetto ideomotore: piccoli movimenti muscolari involontari, guidati dall'aspettativa e dalla suggestione, che avvengono senza che la persona se ne accorga. L'effetto è ben documentato ed è lo stesso meccanismo alla base del rabdomante e della scrittura automatica. Detto questo, l'esperienza soggettiva di usare una tavola Ouija spesso non assomiglia per niente a un movimento autoprodotto — ed è proprio per questo che la spiegazione scettica, scientificamente solida, non convince del tutto chi l'ha provata. I ricercatori del paranormale la considerano una forma di canalizzazione; i critici, suggestione collettiva inconscia travestita da contatto.

Storia e origini

Le tavole parlanti esistevano già nel movimento spiritista americano degli anni Ottanta dell'Ottocento, ma la Ouija come prodotto commerciale nasce nel 1891, quando Elijah Bond depositò il brevetto. Fu la Kennard Novelty Company a produrla e venderla, battezzandola 'Ouija' — l'origine del nome è controversa: alcune versioni sostengono che unisca le parole francese e tedesca per 'sì' (*oui* e *ja*), ma lo storico della tavola Robert Murch, che ha studiato l'argomento a fondo, non ha trovato un'origine definitiva. William Fuld divenne poi il volto del marchio e ne ampliò la diffusione nei primi decenni del Novecento. La proprietà passò alla Parker Brothers nel 1966, poi alla Hasbro. La reputazione culturale della tavola cambiò radicalmente dopo il romanzo di William Peter Blatty *The Exorcist* del 1971 — e l'adattamento cinematografico del 1973 — che mostrava una bambina usarla per aprire la porta a un contatto demoniaco.

Consigli pratici

Se ti interessa capire come funziona l'effetto ideomotore, vale la pena leggerlo direttamente: lo psicologo Ray Hyman ne ha scritto in modo chiaro sul meccanismo, e l'investigatore scettico Joe Nickell tratta le tavole parlanti nello specifico nei suoi lavori sulle affermazioni paranormali. Gli scritti di Michael Shermer su credenza e autoinganno offrono un contesto utile. Per la prospettiva opposta, ricercatori del paranormale come Dale Kaczmarek hanno documentato in dettaglio i resoconti delle sessioni. Se vuoi provarla, fallo con qualcuno di cui ti fidi, in un ambiente tranquillo, e osserva se i movimenti cambiano quando sei bendato o quando la tavola viene ruotata a tua insaputa — sono i test classici per capire se a fare lo spelling sia la tavola o chi la usa.