Torna a Fenomeni Paranormali

Definizione

Un animale la cui esistenza è suggerita da testimonianze aneddotiche, tradizioni folkloriche o avvistamenti contestati, ma non è stata confermata dalla scienza ufficiale. Rientrano in questa categoria creature come Bigfoot, il Mostro di Loch Ness e il Chupacabra.

Spiegazione dettagliata

La criptozoologia — lo studio di animali la cui esistenza è ipotizzata ma non scientificamente provata — si colloca al confine tra zoologia e folklore. Il campo cita come precedenti storici il gorilla di montagna (confermato nel 1902), il calamaro gigante (esemplari raccolti già dal XIX secolo, fotografato vivo per la prima volta nel 2004), l'okapi (confermato nel 1901) e il celacanto (riscoperto nel 1938): creature che erano folklore finché non si è dimostrato che erano specie reali. Gli zoologi accademici tendono a trattare queste conferme come eccezioni che confermano la regola: la maggior parte delle segnalazioni di cryptid non produce prove fisiche — peli, escrementi, resti scheletrici — quando viene esaminata sul serio. Tra i cryptid più persistenti ci sono Bigfoot/Sasquatch (un grande primate bipede segnalato in tutto il Nord America), lo Yeti (la sua controparte himalayana), il Mostro di Loch Ness (la creatura del lago scozzese), il Mokele-mbembe (un presunto animale simile a un sauropode nel bacino del Congo) e il Chupacabra (segnalato per la prima volta a Porto Rico nel 1995). Molte culture indigene hanno tradizioni consolidate su figure che la criptozoologia occidentale etichetta come cryptid — il Sasquatch è conosciuto come *Ts'emekwes* (Salishan) e *Oh-Mah* (Yurok) nelle tribù del Pacifico nordoccidentale — ma all'interno di quadri ontologici propri, non come 'animali non confermati'.

Storia e origini

Resoconti di creature sconosciute compaiono in tutto il registro storico — la *Naturalis Historia* di Plinio il Vecchio (77 d.C.) ne cataloga molte. La criptozoologia moderna è stata formalizzata dallo zoologo belga-francese Bernard Heuvelmans in *Sur la piste des bêtes ignorées* (1955; edizione inglese: *On the Track of Unknown Animals*, 1958). Heuvelmans cofondò l'International Society of Cryptozoology nel 1982, attiva fino al 1998. Il filmato Patterson–Gimlin (20 ottobre 1967, Bluff Creek, California) rimane la prova più analizzata e contestata sull'esistenza di Bigfoot; la confessione di Bob Heironimus nel 2004 di aver indossato il costume, supportata dalla testimonianza del costumista Philip Morris, è l'argomento più forte contro l'autenticità, anche se il dibattito continua. L'International Cryptozoology Museum, fondato da Loren Coleman a Portland, Maine nel 2003, è il più grande archivio pubblico sul tema.

Consigli pratici

Valuta ogni caso di cryptid per quello che è, senza giudizi in blocco — per alcuni le prove sono genuinamente solide (il calamaro gigante era un cryptid prima che ne venissero raccolti gli esemplari), per altri sono molto deboli. Leggi *Abominable Science!* di Daniel Loxton e Donald Prothero (2013) per un'analisi scettica accurata dei casi principali, e *Cryptozoology A to Z* di Loren Coleman e Jerome Clark (1999) per il catalogo dal punto di vista dei credenti — leggerli entrambi rende evidente il divario metodologico. Se ti trovi in una zona con segnalazioni attive, documenta qualsiasi avvistamento insolito con ora, luogo, condizioni meteo, distanza e cosa stavi guardando subito prima — sono esattamente i dettagli che gli investigatori seri cercano per distinguere un'osservazione reale da una confabulazione.