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Definizione

Tecnica giapponese di guarigione energetica in cui il praticante convoglia l'energia vitale universale attraverso le mani per favorire la guarigione fisica, emotiva e spirituale nel ricevente.

Spiegazione dettagliata

Reiki — *rei* = universale, *ki* = energia vitale — si basa sul principio che una forza vitale invisibile scorra in tutti gli esseri viventi e possa essere guidata attraverso l'intenzione e il contatto leggero. Durante una seduta, il praticante posiziona le mani in una serie di punti sul corpo del ricevente o nelle sue vicinanze, fungendo da canale per l'energia. Chi riceve una seduta riferisce spesso sensazioni di calore, formicolio, rilassamento profondo e, a volte, una scarica emotiva. Il Reiki è non invasivo e non richiede alcuna adesione a un sistema di credenze specifico. Viene proposto con frequenza crescente in ospedali, centri di cure palliative e cliniche del benessere come supporto alla medicina convenzionale. La formazione in Reiki si articola in tre livelli. Il primo si concentra sull'autoguarigione e sul trattamento degli altri tramite il tocco. Il secondo introduce la guarigione a distanza e i simboli sacri. Il terzo livello — quello del Master — abilita il praticante a insegnare e a trasmettere l'attunement ad altri.

Storia e origini

Il Reiki fu sviluppato da Mikao Usui (1865–1926) in Giappone. La narrativa fondativa tradizionale — codificata sulla stele commemorativa della sua tomba al tempio Saihoji di Tokyo, eretta nel 1927 — descrive una meditazione e un digiuno di 21 giorni sul Monte Kurama nel marzo del 1922, culminati in un'esperienza di illuminazione e nella ricezione del sistema. Usui fondò l'Usui Reiki Ryōhō Gakkai a Tokyo nell'aprile del 1922; la società è tuttora attiva. Il suo allievo Chūjirō Hayashi (1880–1940), ex ufficiale della marina, sistematizzò le posizioni delle mani e l'approccio di trattamento per organo nella sua clinica tokyoita negli anni Trenta. L'allieva di Hayashi, Hawayo Takata (1900–1980), giapponese-americana delle Hawaii, si fece curare presso la clinica di Hayashi nel 1935 e portò la pratica alle Hawaii nel 1937; prima di morire formò 22 Reiki Master ed è la principale responsabile della diffusione del sistema in Occidente. Le branche moderne si dividono tra il Reiki occidentale della linea Takata, il tradizionale Usui Reiki Ryōhō giapponese e le correnti riformate (Reidō Reiki, Holy Fire Reiki, Karuna Reiki). La base di evidenze cliniche rimane limitata: le revisioni Cochrane (Joyce & Herbison, 2015, *Cochrane Database*) e la revisione sistematica di Vandervaart et al. del 2009 non hanno trovato prove sufficienti di effetti terapeutici specifici al di là di un rilassamento aspecifico; la pratica è comunque sempre più proposta come cura di supporto complementare in oncologia e nelle cure palliative (Memorial Sloan Kettering Cancer Center e numerosi hospice del NHS britannico).

Consigli pratici

Prima di pensare alla formazione, ricevi qualche seduta da praticanti diversi — l'esperienza cambia molto a seconda della linea di discendenza e dello stile personale. Se vuoi formarti, scegli un insegnante di cui puoi risalire la linea fino a Usui (le principali linee verificate sono quella Takata, quella dell'Usui Reiki Ryōhō Gakkai e quella Hayashi); diffida di chi non è disposto a dichiarare la propria discendenza. Come riferimenti bibliografici: *Reiki: The Legacy of Dr Usui* di Frank Petter (1998) e i materiali di Hyakuten Inamoto sul *Komyo Reiki* sono le fonti più citate di matrice giapponese; *The Spirit of Reiki* di William Lee Rand (2001) è il testo di riferimento standard per la linea occidentale Takata. Trattalo sempre come supporto complementare alla medicina, mai come sostituto. Gli enti professionali — l'International Center for Reiki Training e la UK Reiki Federation — pubblicano standard etici e di pratica che vale la pena leggere prima di prenotare una seduta o iniziare un percorso di formazione.