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Definizione

Un sogno di volo è un sogno in cui chi dorme sperimenta la sensazione di volare — planare, librarsi o fluttuare nell'aria senza alcun mezzo meccanico. È uno dei tipi di sogno più diffusi al mondo. Il tono emotivo varia molto: euforia, senso di libertà e ansia compaiono con frequenza più o meno simile, a seconda di quello che sta vivendo il sognatore nella vita reale.

Spiegazione dettagliata

I sogni di volo si dividono in alcune varianti abbastanza riconoscibili. Il volo senza sforzo tende ad apparire nei periodi in cui ci si sente competenti e padroni della situazione — una promozione, un momento creativo particolarmente riuscito, una relazione che va bene. Faticare a restare in quota, o perdere improvvisamente altitudine, si collega più spesso a situazioni in cui il sognatore sente che qualcosa gli sta sfuggendo di mano. Il volo lucido — quando si sa di stare sognando e si governa deliberatamente il volo — è una categoria a parte, studiata dai ricercatori cognitivi nell'ambito del sogno lucido, non dell'interpretazione simbolica. In chiave psicoanalitica, Freud leggeva il volo come appagamento di desiderio legato ai ricordi infantili di essere sollevati o dondolati dagli adulti, con una valenza sessuale secondaria che applicava in modo piuttosto ampio. Jung lo interpretava diversamente — meno come desiderio represso e più come simbolo di trascendenza, la psiche che cerca di andare oltre i normali limiti dell'ego. A livello transculturale, il volo onirico compare nelle tradizioni sciamaniche come viaggio dell'anima, e in diversi sistemi indigeni come contatto con i regni spirituali. Nessuno di questi approcci concorda con gli altri — vale la pena tenerlo a mente.

Storia e origini

Le interpretazioni dei sogni più antiche che ci siano pervenute per iscritto vengono da tavolette babilonesi datate intorno al 1700–1500 a.C., tra cui l'*Assyrian Dream Book*, che cataloga le immagini legate al volo come presagi — generalmente favorevoli, associati al favore divino o alla fuga dal pericolo. Artemidoro di Daldi, che scrisse la sua *Oneirocritica* nel II secolo d.C., dedicò passaggi specifici ai sogni di volo, distinguendo gli esiti in base all'altezza e alla direzione del volo: volare verso l'alto in direzione del sole indicava ambizione; volare basso su un territorio familiare suggeriva preoccupazioni più concrete e terrene. I repertori onirici medievali della tradizione europea dei *somnia* ereditarono in larga parte questo schema basato sugli auspici. Freud affrontò il tema del volo ne *L'interpretazione dei sogni* (1899), collegandolo ai ricordi cinestesici dell'infanzia. Il metodo di amplificazione di Jung, sviluppato nei primi decenni del Novecento, collocò le immagini del volo all'interno di un vocabolario archetipico più ampio. I ricercatori contemporanei del sonno, a partire dagli studi sull'attivazione REM degli anni Settanta, trattano la sensazione di volo come un probabile effetto collaterale della stimolazione del sistema vestibolare durante il sonno REM — l'orecchio interno che si attiva senza che ci sia movimento fisico.

Consigli pratici

Tieni un taccuino sul comodino e appunta il sogno di volo entro i primi minuti dal risveglio — prima il tono emotivo, poi i dettagli. Nota in particolare se eri in controllo del volo o se stavi lottando per restare su. Poi guarda cosa sta succedendo concretamente nella tua vita in quella settimana: la correlazione tra la qualità del volo e la percezione del proprio senso di controllo è uno dei risultati più costanti sia nella letteratura psicoanalitica che nelle ricerche sui sogni basate su autovalutazione. Per un punto di partenza solido, *Dreaming in the World's Religions* di Kelly Bulkeley (2008) copre l'interpretazione dei sogni in chiave transculturale senza esagerare con la lettura simbolica. Se ti interessa il versante psicoanalitico, tornare direttamente al testo originale di Freud del 1899 è più utile della maggior parte dei riassunti secondari che circolano.